Osservatorio Berry Brick: nei primi nove mesi del 2026 aste immobiliari in calo del 15,2%, valore delle basi d’asta a -20,7%

Osservatorio Berry Brick: nei primi nove mesi del 2026 aste immobiliari in calo del 15,2%, valore delle basi d’asta a -20,7%

Berry

Estratto

Aste immobiliari in calo del 15,2% nei primi 9 mesi del 2026: basi d’asta -20,7% e boom delle vendite telematiche.
26 ottobre 2026

Highlights gennaio-settembre 2026:

  • Aste immobiliari: 68.158 nei primi nove mesi del 2026, -15,2% rispetto alle 80.417 dello stesso periodo del 2025.

  • Valore complessivo delle basi d’asta: 10,75 miliardi di euro, -20,7% rispetto ai 13,55 miliardi del 2025.

  • Base d’asta media: 157.701 euro, in calo del 6,4% rispetto ai 168.481 euro dei primi nove mesi del 2025.

  • Residenziale: 35.586 aste, pari al 52,2% del totale; numero di pubblicazioni in calo del 16,0% e valore complessivo delle basi d’asta a -21,2%.

  • Industriale: 2.437 aste, con una base d’asta media di circa 567.741 euro e un valore complessivo in diminuzione rispetto al 2025.

  • Principali regioni: Lombardia prima con 8.168 aste, seguita da Sicilia (7.673) e Lazio (6.224).

  • Principali province: Roma al primo posto con 3.594 aste, seguita da Perugia (1.902) e Torino (1.810).

  • Modalità telematiche: 39.842 aste complessive, pari al 58,5% del mercato, rispetto al 51,7% dei primi nove mesi del 2025.

Milano, 26 ottobre 2026 – Nei primi nove mesi del 2026 il mercato delle aste immobiliari registra una contrazione sia nel numero delle pubblicazioni sia nel valore economico degli immobili messi in vendita. Secondo i dati dell’Osservatorio Brick di Berry Srl, tra gennaio e settembre sono state rilevate 68.158 aste, contro le 80.417 dello stesso periodo del 2025, con una flessione del 15,2%. Il valore complessivo delle basi d’asta scende da 13,55 a 10,75 miliardi di euro (-20,7%), mentre la base d’asta media passa da 168.481 a 157.701 euro (-6,4%).

La riduzione del valore aggregato delle basi d’asta, più marcata rispetto a quella del numero delle pubblicazioni, può riflettere diversi fattori, tra cui la quantità e la composizione delle pubblicazioni, i ribassi applicati nelle successive pubblicazioni dello stesso bene e altre dinamiche che caratterizzano il mercato delle vendite giudiziarie. I dati descrivono l’andamento di questo specifico canale di vendita e non costituiscono, di per sé, un indicatore di svalutazione generalizzata del patrimonio immobiliare italiano.

Il confronto tra le principali categorie immobiliari evidenzia dinamiche differenti. Il segmento residenziale si conferma il principale per numero di pubblicazioni, con 35.586 aste, pari al 52,2% del totale. Rispetto ai primi nove mesi del 2025, le pubblicazioni diminuiscono del 16,0%, mentre il valore aggregato delle basi d’asta arretra del 21,2%, attestandosi a circa 4,20 miliardi di euro. La base d’asta media scende da circa 125.869 a 118.068 euro (-6,2%).

Il comparto commerciale mostra invece una dinamica diversa sul fronte dei valori: a fronte di una riduzione del 15,5% delle pubblicazioni, la base d’asta media cresce del 2,8%, raggiungendo 180.342 euro. Il valore complessivo delle basi d’asta diminuisce comunque del 13,2%, attestandosi a circa 2,36 miliardi di euro. Il comparto industriale conta invece 2.437 pubblicazioni, contro le 2.794 dello stesso periodo del 2025, con una riduzione del valore complessivo delle basi d’asta da circa 1,70 a 1,38 miliardi di euro.

“Il dato più interessante non è che le aste immobiliari diminuiscano, ma che stiano cambiando natura. Il calo del 15,2% delle pubblicazioni sul Portale delle Vendite Pubbliche si accompagna a una contrazione ancora maggiore del valore delle basi d'asta, pari al 20,7%. Ma dietro questa tendenza nazionale si nascondono mercati molto diversi: il residenziale arretra sia nei volumi sia nei valori medi, mentre il commerciale mostra una maggiore tenuta delle basi d'asta. È difficile leggere questi segnali come una semplice flessione congiunturale. Sembra piuttosto emergere una fase di trasformazione del mercato giudiziario, nella quale il tipo di immobili proposti, la loro distribuzione territoriale e le modalità di vendita assumono un peso crescente. Anche la progressiva affermazione delle modalità telematiche va letta in questa direzione: il canale digitale guadagna quote significative nonostante la contrazione complessiva delle pubblicazioni. Per gli operatori questo significa che guardare soltanto al numero delle aste rischia di diventare fuorviante. La vera sfida sarà comprendere quali segmenti e quali territori stanno cambiando più velocemente, distinguendo la diminuzione delle pubblicazioni dall'effettiva evoluzione del valore e delle opportunità presenti sul mercato”, dichiara Chai Botta, Responsabile dell’Osservatorio Brick di Berry Srl.

Geografia del mercato

La distribuzione territoriale delle aste conferma il primato della Lombardia, che nei primi nove mesi del 2026 registra 8.168 pubblicazioni, pari al 12,0% del totale nazionale. Seguono la Sicilia con 7.673 aste (11,3%) e il Lazio con 6.224(9,1%). Le prime cinque regioni per numero di pubblicazioni, che comprendono anche Marche e Piemonte, concentrano circa il 47,6% del mercato.

Il confronto con lo stesso periodo del 2025 evidenzia una flessione diffusa, ma con intensità differenti. Tra le principali regioni per numero di pubblicazioni, il Lazio mostra una maggiore tenuta, con un calo delle pubblicazioni del 9,6%, sensibilmente inferiore alla flessione nazionale del 15,2%. In Lombardia le aste diminuiscono del 17,1%, mentre in Sicilia il calo è del 15,0%. All’opposto, le Marche registrano una contrazione del 22,1%: con 5.539 pubblicazioni, la regione rappresenta comunque l’8,1% del totale nazionale. Il Piemonte conta invece 4.867 aste, contro le 5.431 dei primi nove mesi del 2025. Il quadro conferma una distribuzione territoriale disomogenea del rallentamento, con differenze significative tra i principali mercati regionali.

A livello provinciale, Roma mantiene il primo posto con 3.594 aste, pari al 5,3% del totale nazionale, ma registra una diminuzione del 15,1% rispetto al 2025. Seguono Perugia, con 1.902 pubblicazioni (-21,4%), e Torino, con 1.810(-14,3%). La provincia di Milano conta invece 1.402 aste, in calo del 24,0% rispetto alle 1.844 dello stesso periodo dell’anno precedente. Nel complesso, i dati restituiscono un quadro territoriale eterogeneo, nel quale le principali aree per numero di pubblicazioni registrano flessioni di diversa entità. 

All’interno del mercato milanese emerge, inoltre, una dinamica particolarmente significativa a livello comunale. Nel Comune di Milano, le pubblicazioni passano da 586 a 292, con una contrazione del 50,2% rispetto ai primi nove mesi del 2025, circa doppia rispetto al calo del 24,0% registrato a livello provinciale. La riduzione dei volumi si accompagna, tuttavia, a un aumento della base d’asta media, che passa da circa 212.404 a 272.146 euro (+28,1%). Il dato evidenzia una dinamica diversa tra quantità e valore medio degli immobili pubblicati. A fronte di un numero nettamente inferiore di pubblicazioni, gli asset disponibili presentano una base d’asta media più elevata.

Metodo di vendita

Nei primi nove mesi del 2026 le modalità telematiche consolidano il proprio peso nel mercato delle aste immobiliari. Sommando le vendite asincrone e sincrone telematiche, le pubblicazioni raggiungono quota 39.842, pari al 58,5% del totale, rispetto al 51,7% registrato nello stesso periodo del 2025.

La vendita asincrona telematica si conferma la modalità più utilizzata, con 33.331 aste e una quota del 48,9% del mercato, in crescita rispetto al 42,9% del 2025. Il numero delle pubblicazioni attraverso questa modalità diminuiscetuttavia del 3,3%, una flessione nettamente più contenuta rispetto a quella complessiva del mercato.

La vendita sincrona telematica conta 6.511 pubblicazioni, pari al 9,6% del totale, rispetto alle 7.138 del 2025. Anche in questo caso i volumi diminuiscono, ma il peso relativo sul mercato aumenta.

Più accentuata la contrazione delle modalità tradizionali o miste. Le vendite sincrone miste scendono a 17.670 pubblicazioni (-27,1%), con una quota del 25,9% del totale, rispetto al 30,1% del 2025. Le vendite presso il venditore diminuiscono del 27,0%, passando da 14.589 a 10.646 aste.

La dinamica per metodo di vendita evidenzia quindi un cambiamento nella composizione del mercato: mentre il numero complessivo delle aste diminuisce, le modalità telematiche aumentano il proprio peso relativo e si confermano centrali nella gestione delle pubblicazioni.

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