29 ottobre 2024
Nei primi nove mesi del 2024 sono state 83.585 le aste pubblicate (rispetto alle 113.646 dello stesso periodo 2023, -26%), per un valore complessivo dell’offerta minima di partenza pari a circa 14 miliardi di euro (rispetto ai 19 miliardi dei primi nove mesi 2023, -25%).
Lo evidenzia l’Osservatorio BRICK realizzato dalla società Berry Srl (startup fintech attiva nella progettazione e fornitura di prodotti e servizi innovativi nel settore del credito) che monitora l’andamento del mercato immobiliare e delle aste in Italia utilizzando per la ricerca algoritmi di intelligenza artificiale specificatamente “allenati” nell’individuare dati relativi al settore, avendo come fonte primaria il Portale delle Vendite Pubbliche. Oggetto dell’Osservatorio sono gli immobili divisi nelle categorie “residenziale”, “commerciale”, “industriale” e “altro”.
“Nei primi nove mesi del 2024, il numero di aste immobiliari pubblicate in Italia ha continuato a diminuire, mentre il valore medio delle basi d'asta si è stabilizzato intorno ai 170.000 euro, con variazioni medie dell'1%. Le grandi città mostrano andamenti diversi: a Roma il numero di aste è rimasto stabile rispetto allo stesso periodo del 2023, mentre i prezzi medi di base d'asta sono scesi del 21% (da 316.000 a 250.000 euro). A Milano, invece, le aste sono aumentate di oltre il 52%, con un rialzo del 12% nel prezzo medio di base d'asta (da 221.000 a 250.000 euro). Il recente aggiornamento del Portale delle Vendite Pubbliche ha migliorato significativamente la qualità dei dati. Tuttavia, per una visione completa e storica delle aste, è indispensabile affidarsi a servizi di raccolta e analisi offerti da aziende specializzate”- ha commentato Chai Botta, Responsabile Osservatorio BRICK di Berry Srl
NUOVE ASTE PUBBLICATE
Guardando ai dati nel loro complessivo, emerge come da gennaio a settembre 2024 siano stati pubblicati nel Portale Vendite Pubbliche 83.585 nuovi avvisi d’asta, con un calo del 26% nel numero di pubblicazioni censite rispetto allo stesso arco temporale 2023. Nel dettaglio:
- il 53,3% fa riferimento a immobili ad uso residenziale;
- il 19,4% ad uso commerciale;
- il 3,4% ad uso industriale;
- il 23,8% è composto da ‘altre categorie immobiliari’.

