31 agosto 2023
Nell’ultimo Osservatorio ”Cherry Brick”, l’innovativo servizio che monitora le opportunità di investimento tra gli immobili all’asta sviluppato da Cherry srl - startup fintech che fornisce soluzioni tecnologiche al mondo del credito - emerge come nel primo semestre del 2023 sono stati circa 91.300 i lotti oggetto di tentativi d’asta (rispetto ai 112.916 dell’1H 2022, -19%), per un valore complessivo dell’offerta minima di partenza pari a circa 14,5 miliardi di euro (rispetto ai 18,8 miliardi dell’1H 2022).
«I dati riportati in quest'ultimo Osservatorio evidenziano un quadro interessante e diversificato per gli immobili all'asta in questo primo semestre dell’anno, dimostrando in particolare una significativa riduzione nel numero di aste avvenute su tutto il territorio nazionale rispetto all’1H 2022 – commenta Mara Di Giorgio, Co-Founder & CEO di Cherry Srl – In tale contesto Cherry Brick rappresenta una fonte affidabile e riconosciuta nella valutazione delle tendenze di settore. Proprio per questo, mettendo a disposizione del pubblico informazioni precise e dettagliate, vogliamo sottolineare il ruolo cruciale che l'innovazione tecnologica può svolgere nel rendere l’ambito delle vendite all’incanto più accessibile, efficiente e comprensibile per tutti gli attori coinvolti».
NUOVE ASTE PUBBLICATE
Guardando ai dati nel loro complessivo, emerge come da gennaio a giugno 2023 siano stati pubblicati nel Portale Vendite Pubbliche nuovi avvisi d’asta per quasi 88.000 lotti, con un calo del 18% nel numero di pubblicazioni censite rispetto all’1H 2022. Nel dettaglio, il 54% fa riferimento ad immobili ad uso residenziale, il 20% ad uso commerciale e solo il 4% ad uso industriale, mentre un 23% è composto da altre categorie immobiliari.
Il 14% del totale delle aste pubblicate è localizzato in Lombardia (per un totale di 11.552 nuovi avvisi, -21% sull’1H 2022), il 12% in Sicilia (9.955) e il 10% nel Lazio (8.450), fanalino di coda la Valle d’Aosta (122). A livello macro territoriale la maggior concentrazione è sempre nel Centro Italia (26%), seguito da Sud (23%), Nord-Ovest (23%), Isole (16%) e Nord-Est (12%).
Tra le grandi città, invece, Roma si conferma la prima in Italia per numero di aste censite (2.259, -13% sull’1H 2022), seguita da Napoli (586), Torino (451) e Milano (429). A livello provinciale, infine, la Città Metropolitana di Roma guida la classifica con 5.446 aste pubblicate (pari al 6% del totale nazionale), seguita a distanza da Perugia e da Catania (rispettivamente con 2.510 e 2.151).
Inoltre, a livello di Tribunali locali, quello in cui sono state pubblicate il maggior numero di nuove aste risulta essere quello di Roma (2.886, -16% rispetto all’1H 2022 con 3.346, pari a circa il 3% del totale nazionale), a cui seguono Brescia (1.927), Catania (1.848) e Milano (1.778).
ASTE AVVENUTE
I lotti oggetto di tentativi d’asta tra i mesi di gennaio e giugno di quest’anno fanno riferimento per la maggior parte a immobili di tipo residenziale (55%), seguiti principalmente da quelli di ambito commerciale (19%) ed industriale (4%).
A livello regionale la Lombardia si conferma il territorio in cui si è tenuto il maggior numero di aste con quasi 11.000 immobili all’incanto (rispetto ai 15.000 dell’1H 2022, -28%), pari al 13% dei lotti andati all’asta su tutto il territorio nazionale. Seguono il Lazio con 9.209 aste e la Sicilia con 8.959, mentre a fondo classifica si mantiene la Valle d’Aosta con 116.
Rispetto alla suddivisione geografica, il 71% delle aste si è svolto tra Centro Italia (27%), Sud (24%) e Nord-Ovest (20%), mentre il 15% ed il 14% si trovano rispettivamente nelle Isole e nel Nord-Est.
A livello di singole grandi città, Roma conferma la propria posizione dominante nella relativa graduatoria (2.292 tentativi d’asta, -7% sull’1H 2022), numeri ben superiori a quelli di Napoli (683), Milano (426) e Torino (395). Nella classifica delle province, invece, alla Città Metropolitana di Roma (per il 7% del totale nazionale con 5.690 lotti rispetto ai 6.000 dell’1H 2022 e, dunque, con un calo dell’8%) seguono Perugia (2.635) e Napoli (2.339).
Guardando infine ai Tribunali che hanno gestito il maggior numero di aste, all’apice si trova quello di Roma (2.935 aste, con un calo del 10% rispetto al dato dell’1H 2022 che ne indicava 3.256, pari a quasi il 4% del totale nazionale), Catania (1.951), Milano (1.807) e Bergamo (1.634).
BASE D’ASTA MEDIA (prezzo medio di partenza dell’asta)
Per quanto riguarda la base d’asta media delle vendite svoltesi nel primo semestre del 2023 questa ammonta a circa 159.000 euro (rispetto ai 167.000 dell’1H 2022, -5%). Analizzando le singole categorie, nel periodo in esame la base d’asta media degli immobili industriali è di 641.000 euro, mentre quella degli impianti sportivi risulta essere pari a 529.000 euro. Ben diverso, invece, il valore relativo agli immobili commerciali che si assesta a 174.000 euro e quello degli immobili residenziali pari a 126.000 euro.
A livello regionale, il Trentino-Alto Adige risulta essere in testa tra le zone nelle quali sono localizzati i lotti il cui valore medio di base d’asta su scala nazionale è stato mediamente più alto con un valore pari a 260.000 euro (a differenza dei 206.000 euro dell’1H 2022, +26%), mentre nell’1H 2022 in prima posizione si trovava la Liguria (368.000 euro). Seguono la Toscana (224.000 euro), il Lazio (221.000 euro) e l’Emilia-Romagna (201.000 euro). Nelle ultime posizioni il Molise (100.000 euro) e la Sicilia (106.000 euro).
Analizzando invece il valore della somma di base d’asta complessiva a livello regionale, il Lazio si assesta su un complessivo di 2 miliardi di euro (-29% sull’1H 2022), seguito poi da Lombardia con 1,8 miliardi e Toscana con 1 miliardo, mentre a livello provinciale la Città Metropolitana di Roma risulta prima con un valore di 1,5 miliardi di euro (-34% sull’1H 2022), seguita a notevole distanza da Perugia e Napoli rispettivamente con 394.000 euro e 372.000 euro.

