Nel primo trimestre 2026 il mercato delle aste immobiliari in Italia registra una contrazione sia in termini di volumi sia di valore. Secondo l’Osservatorio Berry Brick di Berry Srl, le procedure scendono a 26.090, in calo dell’11,1% rispetto alle 29.355 del primo trimestre 2025, mentre il valore complessivo delle basi d’asta si riduce del 18,0%, passando da 5,01 a 4,11 miliardi di euro. La base d’asta media cala a 157.647 euro, in flessione del 7,7%, segnalando non solo una diminuzione del numero di aste, ma anche un portafoglio mediamente meno ricco.
Il residenziale resta il segmento prevalente con 13.619 aste, pari al 52,2% del totale, ma registra anch’esso una flessione nei volumi e nel valore. Più marcato il calo del comparto industriale, che pur rappresentando solo il 3,3% delle procedure mostra una diminuzione del 15,9% nel numero di aste e del 26,3% nel valore complessivo delle basi d’asta. A livello geografico, Lombardia, Sicilia e Lazio si confermano le prime regioni per numero di procedure, mentre Roma resta la prima provincia, pur con una contrazione del 19,7%. In controtendenza si distingue Macerata, che cresce sia per numero di aste sia per valore complessivo.
Sul piano operativo prosegue la trasformazione del mercato verso il digitale. Le modalità telematiche raggiungono il 58,0% del totale delle aste, rispetto al 50,9% dello stesso periodo del 2025. In particolare, la vendita asincrona telematica si conferma il primo metodo di vendita per numero di procedure. Secondo Berry Brick, il quadro del primo trimestre riflette un mercato più selettivo, meno voluminoso e caratterizzato da una diversa composizione degli asset, con un crescente peso dei processi digitali nella gestione delle vendite.

